
Nella foto sopra ed in quella sotto,come si presentava lo scrittoio in noce prima del restauro; nella foto sotto possiamo notare il distacco delle due tavole del piano,tra l’altro molto provato e rovinato da decenni di massiccio utilizzo, molto spesso come piano di lavoro piuttosto che come scrittoio vero e proprio. Le opere di restauro,dal punto di vista della struttura lignea, non sono state molto importanti tranne alcuni piccoli interventi sulle guide dei cassetti e sul piano di scrittura. Molto massiccio è stato il lavoro dal punto di vista della finitura superficiale, a partire dalla asportazione di vernici sintetiche che erano state stese in epoche relativamente recenti. Purtroppo poco si potuto fare per le forti abrasioni e lesioni ,sepre del piano, la cui asportazione avrebbe obbligato ad una totale asportazione del vissuto secolare del manufatto.
Lo scrittoio a metà percorso del lavoro di restauro. Si noti il bel tono del noce utilizzato in fase di realizzazione (che ricordiamo essere circa fine ‘700) ed anche la sobria fiammatura dei fianchi. Da questa foto è ben chiara anche una parte non sempre visibile del manufatto, cioè le parto laterali ed inferiori dei cassetti, che sono anch’essi realizzati in materiale pregiato; questo denota che la committenza doveva essere di medio-alto livello,appunto per esigere un manufatto curato in ogni sua parte,anche quelle meno visibili.
La foto mostra il piano ad opere eseguite, dove si evidenzia appunto una superficie molto vissuta ma di grande effetto con la completa chiusura dello spazio che si era manifestato tra le due tavole.




